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domenica 5 aprile 2015

SALENTO: Primizie d’estate in Puglia Dalla Valle d’Itria al Salento




Primizie d’estate in Puglia Dalla Valle d’Itria al Salento

La primavera è la stagione ideale per cogliere le primizie d’estate in Puglia, passeggiare lungo le spiagge dall’acqua chiara e trasparente, riempirsi i polmoni dell’aria fresca e frizzantina che arriva dai boschi di ulivi secolari e pini d’aleppo,
fare tante tappe golose tra le aziende che propongono ottimo vino, pasta e formaggi per ritornare poi a casa e invitare gli amici raccontando il viaggio, attraverso la tavola.
Il nostro itinerario è stato proposto dai Comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Grotte di Castellana srl, Galatina, Castro, Melendugno e Nardò e da Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo, Spiagge (www.mediterraneantourism.it) a un gruppo di giornalisti nazionali e internazionali che hanno aderito al 29mo educational per giornalisti in Puglia. In campo una cordata di imprenditori che rappresentano il meglio dell’offerta turistica: Hotel Belvedere Salento a Torre dell’Orso (www.hotelbelvederesalento.com), i B&B Lungomare San Foca (www.bblungomaresanfoca.it), Tenuta Calitre di Torre dell’Orso (B&B Tenuta Calitre), Dimora Vicolo Corto Lecce (www.dimoravicolocorto.it) Hotel La Grave Castellana Grotte (www.lagrave.it), le Cantine Albea di Alberobello, Galluccio di San Pancrazio Salentino (www.coopagri.it), Schola Sarmenti di Nardò (www.scholasarmenti.com), l’azienda agricola Cinque Santi di Vernole che produce formaggi carni e olio biologico (www.masseriacinquesanti.com), i ristoranti In via Roma di Cavallino (www.inviaroma.it), Trullo D’Oro di Alberobello (www.trullodoro.it) e Al Riccio di Santa Maria Al Bagno, le pasticcerie Eros di Galatina, Cream di Castromediano e l’azienda leader nella produzione di pasticciotti e prodotti tipici salentini, Surbador di Veglie (www.surbador.it) con il tour operator www.turismodautore.com Nardò.
ALBEROBELLO. Il nostro tour parte da Alberobello. L’accoglienza è nella Cantina Albea, che con i suoi straordinari vini Primitivo di Gioia del Colle e Negroamaro racconta il territorio anche attraverso il museo del vino e del paesaggio dove si possono ammirare strumenti agricoli di una volta. Qui c’è anche un’ampia sala degustazioni, ideale anche per la convegnistica, ispirata alla bellezza del paesaggio dei trulli e al tipico colore amaranto del vino.
 “Il nostro augurio”, dice il sindaco Michele Longo, “è che chi arriva qui ad Alberobello si senta prima di tutto uno di noi, grazie alla nostra accoglienza e vada via sentendo il bisogno di ritornare, come se avesse lasciato degli amici”. Con il suo straordinario paesaggio Alberobello dai mille trulli è unica, tanto da essere stata dichiarata sin dal 1996 Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. “Non è solo l’architettura dei trulli ad essere stata premiata, ma tutta la civiltà che essa esprime: un tempo erano molto più forti di ora i legami di vicinato, si pranzava nei giardini, alle spalle dei trulli, tutti assieme”.
Nel 1930 un articolo pubblicato sul National Geographic lancia la città a livello internazionale. Due grandi firme della letteratura italiana e mondiale Gabriele D’Annunzio e Pierpaolo Pasolini ne raccontano tutta la sua straordinaria bellezza. La copia del National Geographic, ingiallita, la si può ammirare ancora oggi nel Museo del Territorio ad Alberobello, mentre gli scritti celebri dei due scrittori sono stati pubblicati in pannelli che si incontrano passeggiando per le vie della città. Il tour classico parte dal rione Aia Piccola, da cui si gode di un panorama mozzafiato, per arrivare al Rione Monti. Tappa poi nella Chiesa madre dai due campanili in onore dei Santi Cosma e Damiano qui veneratissimi.
GROTTE DI CASTELLANA, UNO SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO. Anche se si è già stati nelle Grotte di Castellana, rivederle, è ogni volta una nuova emozione. Si gioca con la fantasia a riconoscere le varie figure che le stalattiti e le stalagmiti hanno creato pazientemente nei secoli: il cammello, il piede a punta e la gamba di una ballerina, la Madonnina, la Civetta, la Torre di Pisa… il corridoio del Deserto. E’ un crescendo di emozioni fino a che non si arriva alla Grotta Bianca e si resta ammutoliti dalla sua sfolgorante bellezza. La Grotta Bianca è infatti unica al mondo.
Le Grotte hanno chiuso il 2014 con il record di 250mila visitatori. Ma questo risultato così lusinghiero viene considerato un punto di partenza da tutto il consiglio di amministrazione delle Grotte srl, una società mista pubblico-privata, partecipata dal Comune di Castellana. Spiega il suo presidente, Domi Ciliberti “Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sul turismo degli eventi, ospitando nella Grotta Grave spettacoli unici come Hell in the Cave, l’Inferno di Dante e concerti di artisti del panorama nazionale e internazionale. Siamo le prime Grotte, premiate dall’Unione Europea, a dare la possibilità anche ai diversamente abili di poterle visitare con percorsi accurati. E non penso solo a chi sta in carrozzina, ma anche ai non vedenti. Infine per gli amanti dell’avventura c’è speleo-night, la possibilità di visitare le Grotte al buio con una sola luce sul caschetto oppure seguire percorsi paralleli, non aperti al pubblico”.
GALATINA. Alberobello e Castellana Grotte si trovano alle porte della Valle d’Itria. Andiamo ora verso il Salento dei Due Mari e precisamente a Galatina, che per la sua posizione geografica è baricentrica rispetto a Lecce, il capoluogo del Salento e i mari Jonio e Adriatico. Qui la sosta obbligata è nella Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, che, sul finire del ‘300 e inizi ‘400 fu un vero e proprio cantiere di idee e di cultura. Vi confluirono infatti pittori della scuola giottesca umbro marchigiana, tedesca e locale per dare vita a uno dei più affascinanti cicli pittorici dell’Arte italiana e mondiale. Un tempo infatti pochissimi sapevano leggere. Così la Chiesa per istruire anche i Poveri ricorreva alle immagini. Gli Affreschi erano la Bibbia dei poveri. Ma a Galatina tra le scene dei Santi, come il Martirio di Santa Caterina, la Vita di Gesù e della Madonna, i Santi orientali dai tipici occhi a Mandorla, si intrecciano gli intrighi e le passioni di corte della potente Regina Maria d’Enghien, allora imperatrice, che  obbligava gli artisti a rifare gli affreschi se non le piacevano. Così in fase di restauro sono stati trovati strati e strati di affreschi. Celebre è l’affresco in cui la regina fa dipingere l’odiata cognata Giovanna La Pazza nella scena del Giudizio universale, mentre cavalca la Bestia dei sette peccati capitali, facendosi accarezzare da due mori.
Tutta l’eleganza di Galatina la si vive passeggiando nel centro storico che dalla Basilica porta alla Chiesa Madre, dalla facciata barocca. Qui fino a quarant’anni fa arrivavano da ogni parte del Salento i tarantati e le tarantate, persone morse dal ragno, che ballavano al ritmo incessante della pizzica per poter guarire. L’appuntamento era nel giorno della Festa dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, ma se un povero sventurato veniva pizzicato prima, allora ricorreva alla chiesetta di San Paolo, poco distante dalla Basilica, dove ballava accompagnato dalla pizzica e beveva alla fine l’acqua benedetta della cisterna di San Paolo.
Ma chi dice Galatina dice anche pasticciotto. E’ qui infatti che ha visto i natali il dolce simbolo del Salento: il pasticciotto, pasta frolla ripiena di crema pasticciera, inventato dalla famiglia Ascalone nel 1700. Unico è anche l’Africano, un biscotto di zucchero e tuorli di uova cotti al forno e il fruttone, una variante del psticciotto ripieno di crema e pasta di mandorla con uno strato di cioccolato. Da gustare tutti, nel Bar Pasticceria Eros, in piazza San Pietro con vista Chiesa Madre. A firmare tutte le prelibatezze salentine sono Luigi Derniolo e la moglie Cristina Campagnacci, che vi consiglieranno di accompagnare i dolci con una bevanda unica, tipica solo del Salento: caffè in ghiaccio con latte di mandorla.
NARDO’ – Anche a Nardò, città dai vini doc, l’accoglienza è in Cantina. Si aprono le porte della Cantina Wine Bar Schola Sarmenti, che fa del recupero della tradizione il suo cavallo di battaglia. Il nome infatti vuol dire scuola di potatura, scuola di antiche arti di coltivazione della vite, che la Cantina tramanda agli appassionati e ai giovani. Non a caso tutti i suoi più grandi vini vengono da vigneti coltivati ad alberello, il tipico ceppo pugliese. Nella Cantina i giovani si ritrovano per gustare un buon calice di vino negroamaro e primitivo e ascoltare musica.
La natura è sovrana a Nardò. Lungo la costa si può fare una passeggiata rigenerante nel Parco di Portoselvaggio, a Santa Caterina, da cui si gode di una vista mozzafiato tra mare e cielo. Siamo all’interno di uno dei primi Parchi regionali della Puglia, che confina a Nord con Porto Cesareo e a Sud con Gallipoli. Nell’area marina protetta si possono ammirare le spunnulate, laghetti di acqua salmastra, poco distanti dal mare che derivano da fiumi sotterranei, il cui tetto è sprofondato (da qui il nome dialettale di spunnulate, sprofondate).
Ma Nardò racconta anche un’eccezionale storia di amicizia e di accoglienza. Immeditamente dopo la Seconda Guerra Mondiale le truppe alleate requisirono le ville della marina di Santa Maria al Bagno per ospitare gli ebrei, liberati da poco dai campi di concentramento. I sogni e le speranze di migliaia e migliaia di profughi, che erano in attesa di raggiungere la Terra Promessa, sono raccontati nei murales di Zivi Miller, che si possono ammirare ancora oggi nel Museo dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno. Qui nacquero storie di amicizia e di solidarietà, che hanno fatto meritare a Nardò la medaglia d’oro al valor civile conferita dall’allora presidente della Repubblica, Ciampi.
Elegante e barocco dalle cento chiese il centro storico di Nardò che con un reticolo di viuzze confluisce nella bella piazza Salandra, detta anche la piazza della politica. (www.turismodautore.com).
CASTRO. Spostiamoci ora dal mare Jonio al mare Adriatico per lasciarci rapire da una cittadina a picco sul mare: Castro è un borgo medioevale dall’elegante fascino, dove si può passeggiare lungo le mura, godendo di una vista mozzafiato sugli uliveti a terrazza sul mare, intorno alle mura del castello aragonese, tappa obbligata di qualsiasi tour. In piazza la chiesa madre rivela i resti di una chiesa bizantina con le Madonne dagli occhi a mandorla, mentre proseguendo per la passeggiata si arriva fino agli scavi archeologici che hanno riportato alla luce le più imponenti mura messapiche mai scoperte fino ad oggi. Sono a picco sul mare e proteggevano un sito dove c’era il tempio della Dea Minerva di cui sono stati trovati numerosi resti. Cosa che ha fatto dire agli studiosi che l’approdo di Enea avvenne a Castro, come racconta Virgilio nel terzo libro dell’Eneide.
Ma Castro è famosa anche per la sua Grotta Zinzulusa, visitabile sia dalla terra ferma attraverso comodi scalini, sia dal mare con una gita in barca che vi porterà alla scoperta di grotte uniche: come la Grotta Azzurra, la Grotta Palombara e la Romanelli, frequentata sin dalla Preistoria. Il nome di Zinzulusa deriva dal dialetto Zinzuli perché le stalattiti pendono dal soffitto come tanti stracci, che in dialetto vuol dire zinzuli. Entrando si dà libero sfogo alla fantasia, riconoscendo le forme più strane che stalattiti e stalagmiti hanno disegnato nel tempo. Oggi c’è un biglietto unico (8,00 euro con riduzioni) che permette di passare dalla visita alla Zinzulusa alla visita guidata nel centro storico.
MARINE DI MELENDUGNO. Risalendo verso Nord e non lasciando mai il Mare Adriatico, a 20 chilometri a Nord da Otranto, ecco le Marine di Melendugno. Tutta la loro bellezza viene magnificamente descritta in un video emozionante realizzato da Salento Droni e dall’assessorato al turismo, guidato da Anna Elisa Prete e visionabile su you tube, Marine di Melendugno nel blu del Salento.
Tappa golosa nella Masseria Cinque Santi per degustare l’olio extravergine di oliva bio,  che ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti e i formaggi, invecchiati nel fieno, nel negroamaro e anche al mojto con menta e lime!
Il primo incontro è con i magici faraglioni di Sant’Andrea, in località lu Pepe, spesso scelti per set cinematografici. Infatti la domenica, 15 marzo, durante il tour dei giornalisti, abbiamo incontrato una scenografa che sta allestendo la scena di un film comico con la regia di Miccichè. Il titolo provvisorio è Loro chi… e sullo sfondo dei faraglioni sono state riprese le scene di un inseguimento. Dall’alto si può ammirare Lu Pepe uno scoglio con il suo caratteristico Arco e un faraglione e forma di Stivale come l’Italia. Nel villaggio dei pescatori, racchiusa nella piccola baia, si può ammirare lo scoglio a forma di Sfinge. E poi si prosegue verso Torre dell’Orso, una grande baia, dove aleggia la leggenda delle Due Sorelle, due faraglioni con il volto di donna, misteriosamente emersi dopo la morte in mare di due bellissime sorelle.
A Roca Vecchia poi si scopre la piscina più bella del mondo, votata dai giornalisti e dai lettori del National Gegraphic: la Poesia grande, che, meta di tantissimi tuffatori, è collegata con un cunicolo alla Poesia piccola, che una volta i naviganti utilizzavano come un Santuario per propiziarsi la divinità prima di attraversare con le loro barche il Canale d’Otranto. Vi si leggono infatti preghiere in greco, latino e messapico, tutte indirizzate al dio Tutor latino, Thaotor greco, Thator messapico.
Poi si arriva a San Foca con le sue lunghe spiagge e i porto turistico  per arrivare alle morbide e spiagge bianche di Torre Specchia Ruggeri, dove purtroppo una politica nazionale dissennata ha deciso di far approdare il gas dotto Tap, proveniente dall’Azerbajian. Quest’area naturale così bella, caratterizzata da alte dune e da una folta pineta cederà il passo ad un’area industriale, dalla quale saranno divelti 1900 ulivi secolari.
Sembra incredibile, ma a nulla servono le proteste e le opposizioni degli abitanti locali. Anche il Ministero dei Beni Culturali ha espresso il suo parere contrario. La Bellezza salverà il mondo, è alla fine solo un proclama usato dai governanti all’occorrenza secondo i propri comodi.

Dove dormire
Hotel Belvedere Salento Via Alessandro Volta 37 Torre dell’Orso
Tel. 0832 84 12 44 www.hotelbelvederesalento.com

Dimora Vicolo Corto Lecce Via Corte San Cataldo 8/13 – Lecce
Tel. 328 071 00 14  www.dimoravicolocorto.it

B&B Lungomare San Foca  Via Lungomare Matteotti – San Foca
Luca: 328 65 60 554 Ornella: 328 21 85 683 Matteo: 327 26 18 826
www.bblungomaresanfoca.it

B&B Calitre –Torre dell’Orso SP Melendugno – Torre dell’Orso 297
Tel 327 038 93 99 www.tenutacalitre.com

I migliori ristoranti
Specialità di pasta con il grano del senatore Cappelli In via Roma
Via Roma – Cavallino

Trattoria Al Riccio Solo pesce fresco Via Trento ang. Via Canova
Santa Maria al Bagno Tel 0833. 57 35 97; 349 40 66 932

Ristorante Trullo D’Oro Via Cavallotti 27 Alberobello Tel. 080 43 21 820

Cantine
Cantina Schola Sarmenti  Via Generale Cantore 37 – Nardò Tel 0833. 56 72 47

Cantina Coopagri San Pancrazio Salentino  Via Taranto 100, int 6 Lecce
 Contrada Scazzi – San Pancrazio Salentino (BR) Tel. 370 31 56 418 www.coopagri.it

Cantina Albea Alberobello Via Due Macelli 8 – Alberobello  Tel 080 43 23 548

Souvenir golosi
Masseria Cinque Santi Formaggi, carni e olio extravergine di oliva bio di produzione propria
via provinciale per Lecce snc tel. 348 79 12 951; 0832 89 11 78
www.masseriacinquesanti.com
Carmen Mancarella
spiaggepuglia@libero.it  

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