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lunedì 11 luglio 2016

VAL di FASSA


VAL  di  FASSA  
una delle bellissime valli ladine del Trentino, ricca di  storia e di tradizioni che propone da luglio  a  settembre
FASSA FUORI MENU!   terza edizione
una  manifestazione
mirata alla scoperta dei gusti della Val di Fassa con  i migliori chef della zona a  disposizione  del  turista
Dall'albergo dopo la colazione si raggiunge il posto indicato nel programma Fassa Fuori Menu. stabilito dall'Apt Val di Fassa e  che  cambia di  volta in volta. Cammin facendo  verso  la  meta  scelta e beandovi del  meraviglioso  panorama dolomitico mozzafiato, una guida vi racconta il territorio e sarà in grado di dar tutte le risposte alle vostre domande. Quando avrete raggiunto il posto vi aspetteranno i migliori produttori della zona con gli chef pronti a soddisfare le vostre esigenze gastronomiche. Il costo di partecipazione all'evento è di  25 euro.
Per  tutte  le  informazioni potete rivolgervi  all’albergo  che  vi  ospita  o   direttamente sul sito dell'APT della Val di Fassa         
                                                                                   OrnellaTorre
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La Val di Fassa (Trentino) autentico concentrato di meraviglie naturali si sviluppa, lungo il corso del torrente Avisio, per una ventina di chilometri nel cuore delle Dolomiti,
dal 2009 Patrimonio Unesco. Da Moena a Canazei, i comuni più noti della valle posti ai vertici della sua estensione, si sussegue un tripudio di vette, vere icone per climbers, ciclisti e sciatori, che lasciano letteralmente senza fiato. Catinaccio, Sassolungo, Sella, Pordoi e Marmolada sono solo alcune delle cime più famose della valle.
L’ambizione di raggiungere i valichi dolomitici o l’apice di queste montagne, spuntate milioni di anni fa dal mare, è da sempre presente nell’uomo, basti pensare che sui passi di Fassa sono state trovate tracce del passaggio di cacciatori dell’Età media della pietra (9000 anni fa circa). Segni, invece, di insediamenti umani con organizzazione sociale si rintracciano a partire dalla seconda Età del Ferro (V sec. a.C.), entro l'orizzonte della cosiddetta cultura retica. La "conquista" della Rezia da parte di Druso e Tiberio (15 a.C.) consente alla presenza dell’avamposto romano di innescare quel processo linguistico che conduce alla formazione dell’idioma retoromanzo o ladino, custodito in Val di Fassa da duemila anni.
Durante l'Alto Medioevo si sviluppano, sotto l'influsso dei Longobardi, le particolari forme di autogoverno della Comunità di Fassa, che dal secolo XI è assoggettata al Principato Vescovile di Bressanone. Nei secoli successivi sorgono le perle dell’architettura sacra locale. La prima, dedicata alla patrona della valle, è la chiesa di Santa Giuliana (antecedente al 1237) a Vigo, edificata sul luogo di culto preistorico del Ciaslìr, che conserva alcuni tra i cicli di affreschi più preziosi del Trentino. La seconda è la quattrocentesca pieve di San Giovanni di Vigo, per secoli centro religioso della valle.
Fino a tutto il Settecento la comunità mantiene le sue prerogative di autonomia sul diretto controllo della proprietà collettiva di boschi e pascoli. Diritti di gestione che decadono con le guerre napoleoniche, per cui i fassani combattono accanto alle milizie popolari tirolesi in difesa della "patria". La valle rientra, così, nell'ambito politico-amministrativo dell'Impero Asburgico e alla fine dell’Ottocento, con la "scoperta" delle Dolomiti, entra a pieno titolo nei territori del mito romantico dei Monti Pallidi. L’avvento di viaggiatori e celebri scalatori inglesi e tedeschi, in particolare, porta alla costituzione in Val di Fassa, nei primi decenni del Novecento, di una “scuola” di celebri guide alpine tra cui spicca Tita Piaz. Il “diavolo delle Dolomiti”, così era chiamato Piaz per l’arditezza delle sue scalate, è autore di ascese epiche come quella sulla Winkler, una delle Torri del Vajolet, e su Punta Emma, sul Catinaccio. 
Il passaggio in Fassa nel 1915 della linea del fronte bellico italo-austriaco, con la formazione in Marmolada della militare “Città dei ghiacci” e nella zona del San Pellegrino di numerose trincee oggi visitabili, blocca, temporaneamente, l’affermarsi del turismo in Val di Fassa. Turismo, che dal secondo dopoguerra ad oggi si sviluppa tanto da diventare la principale risorsa economica: la Val di Fassa è la prima località turistica del Trentino per arrivi, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di turisti di tutto il mondo (784.000 nel 2009), attirati dal paradiso sciistico invernale, con 230 km di piste dove fino da molti anni si allena la Nazionale Italiana di Sci Alpino, e dalle distese verdeggianti e dai trekking sulle cime dolomitiche, d’estate.
Molto sviluppati in questa valle, a vocazione turistica, gli sport all’aria aperta. D’estate dall’arrampicata, alla mountain bike, con la nota gara “Val di Fassa Bike” di settembre, alla corsa in montagna, con l’appuntamento di luglio della Dolomites Skyrace. Nei mesi freddi, si praticano invece tutte le discipline invernali, tanto che Fassa ha dato i natali a Cristian Zorzi, campione olimpico dello sci di fondo, Tone Valeruz, massimo esperto di sci estremo, e tanti altri talenti di sci, snowboard e hockey. Attualmente sono diversi i fassani che militano in Coppa Europa e Coppa del Mondo: Stefano Gross, Chiara Costazza, Cristian Deville, Federico Liberatore (sci alpino), Mirko Felicetti (snowboard) e Igor Lastei (freestyle-slopestyle).
Ma la Val di Fassa non offre solo una natura straordinaria che invita allo sport. La minoranza etnica che da sempre la abita, tutelata da speciali normative della Provincia Autonoma di Trento, si distingue per l’attenta valorizzazione dell’identità linguistico-culturale ladina espressa in tutti i campi della vita politico-amministrativa, con l’istituzione nel 2010 del “Comun General de Fascia”, e sociale dalla scuola, ai mass media, all’arte, al mantenimento di antiche tradizioni, come quella del carnevale fassano unico nell’arco alpino, e più moderne, quali la festa di fine estate che richiama a Canazei tutti i ladini delle Dolomiti. La Val di Fassa è, poi, culla delle leggende dolomitiche più famose, da quelle dei Monti Pallidi e di Re Laurino che avrebbe fatto del Catinaccio, il suo mitico regno.

Azienda per il Turismo della Val di Fassa Ufficio Stampa - ufficiostampa@fassa.com  - Piaz G. Marconi, 5 - I - 38032 Canazei TN  - tel +39 0462 609612 -  www.fassa.com

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